Chi siamo

La Libera Repubblica di San Lorenzo confina:
a Nord con La Sapienza, a Est con Il Cimitero Verano, a Sud con lo Scalo Ferroviario e la Tangenziale a Ovest con la Stazione Termini…

San Lorenzo, guardando una planimetria, è un segno preciso, squadrato, un disegno individuabile all’interno di quella macchia indistinta che è oggi Roma.
San Lorenzo sembra stare un po’ stretto bordato come è dal lungo muro piacentiniano messo lì’ a difendere (fin che ha potuto) il carattere elitario del sapere. il grande campo del Verano punteggiato da fiori di marmo,a est e per due lati il grande sistema ferroviario che per tanto tempo hanno fatto delle facciate delle nostre case la prima immagine di Roma a chi dal Sud veniva a tentare di svoltare la propria vita in città. Poi, sempre a sud, la tangenziale , la lunga fettuccia d’asfalto sembra essere stata posta lì una quarantina d’anni fa per spostare un pò più in alto l’asticella dei confini che invece le planimetrie riportano e disegnano come fosse un boulevard….

Confini, recinti che non hanno però funzionato come gabbia . Anzi è stata proprio questa particolare posizione geografica a permettere nel corso degli anni da una parte la nascita di una comunità che si riconosce in un territorio e dall’altra il fatto che la stessa comunità abbia avuto la possibilità di incontrarsi e contaminarsi con chi per studiare o lavorare si è ritrovata a vivere le strade di questo quartiere. Una città nella città.
Da sempre: luogo d’accoglienza per chi a sua volta avrebbe potendolo fatto lo stesso nella propria terra; di rivolta verso chi credeva che avrebbe avuto vita facile a piegare il quartiere e i suoi abitanti ai propri disegni e ai propri interessi. E’ la storia a dircelo. Noi, questa storia, vogliamo continuare.
Quella che ci racconta dell’arrivo verso la fine dell’ 800 di emigranti, operai e ferrovieri che decisero di mettere qui le radici . Chi veniva visto come uno schiavo per tirar su le case degli altri, non voleva però solo un tetto, voleva costruirsi come persona, come cittadino. Voleva abitare la città.
Ce lo dice Maria Montessori che decise di lavorare qui.
Ce lo raccontano le battaglie con i fascisti che fin dalla marcia su Roma non hanno mai avuto vita facile. Ce lo ricordano le centinaia di bombe che distrussero il quartiere ma da cui si è avuto la forza di reagire e di non dimenticare che la guerra ovunque nel mondo fa male
Ce ne parla Erri De Luca quando racconta cosa era questo quartiere negli anni 70 ”La sinistra rivoluzionaria con le sue sigle varie e sincopate si era piantata dentro San Lorenzo. Si andava all’ osteria. Si riunivano tavoli, si stava li a discutere, a stendere il testo di un volantino, un manifesto. Gli artigiani e pensionati,.. coetanei della guerra mondiale, parlavano volentieri con una gioventù spiccia e curiosa di storia”
A San Lorenzo le generazioni si sono sempre incontrate perché è qui che i padri sono stati messi in discussione quando ( nel ’68 e poi nel ’77) vollero farsi autoritari non capendo che i figli volevano salvarli con loro dalla deriva autoritaria del capitalismo, dalla ferocia della rendita, dal disprezzo verso il reddito da lavoro.
E’ qui che nuovi padri e nuovi figli inventano forme resistenti e resilienti al mondo neoliberista che ci vuole, a San Lorenzo come ovunque nel mondo, soli e impauriti.

Negli ultimi anni , anche nel nostro quartiere, il processo di “gentrification”, quello che prevede l’espulsione degli abitanti e delle attività storiche e la messa a profitto di storie e relazioni, ha avuto successo
Ma è a partire dal nostro quartiere che ha trovato forme di resistenza sempre più forti e di coraggio.
Il coraggio di attaccare gli interessi privati che vorrebbero un quartiere di casinò, mini/appartamenti e compro/oro e la forza di difenderli riempiendoli di vita collettiva.

Da qui si parte, da quello che c’è.
Dai comitati che si battono contro i progetti speculativi, dal Cinema Palazzo, dalla Palestra Popolare, dalle ex Fonderie Bastianelli divenute di tutti (Communia appunto), dal Grande Cocomero, da Esc e dagli spazi occupati del quartiere
Da queste forze resistenti è nata la necessità di Liberarsi e di dar vita a La Libera Repubblica di San Lorenzo!

La Libera Repubblica di San Lorenzo nasce quindi all’interno di questi confini fisici( che non intende certo espandere ma che è decisa a difendere), cresce nella sua capacità di contaminarsi (amplificando la propria natura di comunità accogliente) e si alimenta dalla sua voglia di non bastare mai a se stessa ( così da reinventarsi nel quotidiano rispetto san Lorenzo, Roma e il mondo )

Siamo Residenti e avventori, studenti fuorisede e commercianti, siamo comitati e associazioni
Siamo quelli che si sono messi in gioco e hanno deciso di farlo insieme
Siamo quelli che hanno liberato spazi nel quartiere e quelli che combattono contro progetti speculativi folli.
Quelli che credono che sia possibile una risposta alla crisi globale partendo dai territori.
Vogliamo rimettere in discussione tutto.
Unire le competenze, mettere a disposizione le risorse, connettere luoghi e percorsi di socialità, di cultura, di scambio. Creare relazioni, generare partecipazione.
Cambiare i modelli della cultura e della socialità a San Lorenzo,restituire spazi di aggregazione, per garantire il diritto alla salute, da gestire collettivamente per rispondere a bisogni reali del quartiere. Interrogare e intervenire sul concetto dominante di divertimento, dare spazio allo sport, ai luoghi per i bambini.
Siamo un processo in divenire che non vuole lasciare indietro nessuno
Siamo in cammino e ci piace farlo anche divertendoci e stando insieme.
Siamo il vecchio nuovo popolo di San Lorenzo

Siamo appena nati ma non vediamo l’ora di federarci ad altre Libere Repubbliche.

“Siamo Realisti Costruiamo l’impossibile”