RESISTI, RICORDA, LIBERA

UN PERCORSO A TAPPE
La Libera Repubblica di San Lorenzo nasce nel 2013 con la volontà di anteporre gli interessi comuni a quelli dei grandi e piccoli speculatori. La Dichiarazione d’Indipendenza fondante recitava così: “Nel dichiarare la loro indipendenza i sanlorenzini affermano la volontà di gestire in maniera collettiva e cooperante le risorse e le ricchezze presenti sul proprio territorio, risorse che non potranno più essere privatizzate ne gestite seguendo la logica del profitto, assumendo il modello del Bene Comune come strumento giuridico per la tutela delle stesse.”
Il metodo di lavoro individuato è la costruzione di un percorso a tappe da elaborarsi e animare attraverso il contributo di tutt* le componenti dell’Assemblea, sovrana, della Libera Repubblica; Assemblea che ogni Martedì si riunisce alle 19:00 al Nuovo Cinema Palazzo. Per tappe s’intendono momenti di riappropriazione collettiva delle strade, delle scuole, del verde, dello sport, della salute, della cultura, dei luoghi abbandonati, maltratti o abusati (in senso speculativo) siano essi pubblici o privati.

CONTINUA A LEGGERE    (dicembre 2016)

 

bandiera

UN 25 APRILE DI MEMORIA E DI LOTTA A SAN LORENZO
Quest’anno San Lorenzo ha vissuto un 25 aprile di festa, di memoria e di lotta. Abbiamo ricordato la resistenza antifascista restaurando la scritta “Viva i Partigiani” a Scalo San Lorenzo e apponendo una targa alla Dogana «a ricordo di tutte le donne e gli uomini che, rimasti anonimi, hanno combattuto contro il nazifascismo e la barbarie a rischio della propria vita, con atti quotidiani di ribellione, di sabotaggio e di libertà. Ieri come oggi».

CONTINUA A LEGGERE     (25 aprile 2017)

 

 

 

targa-1

25 APRILE: RIBELLIONE, SABOTAGGIO, LIBERTÀ. LA STORIA DEL FERROVIERE MICHELE BOLGIA
Con la targa che abbiamo affisso oggi sulla facciata dell’ex dogana dello scalo merci di San Lorenzo vogliamo ricordare, in uno dei probabili luoghi da cui i trasporti degli ebrei rastrellati a Roma mossero verso i campi di sterminio, «tutte le donne e gli uomini che, rimasti anonimi, hanno combattuto contro il nazifascismo e la barbarie a rischio della propria vita, con atti quotidiani di ribellione, di sabotaggio e di libertà. Ieri come oggi».
Almeno una storia, però, la vogliamo raccontare, quella Michele Bolgia, un ferroviere che abitava a San Lorenzo e che morì assassinato alle Fosse Ardeatine.
Storie come questa, di persone che non piegarono la propria coscienza a scelte facili e che non rinunciarono alla propria umanità immezzo alla barbarie e alla paura, ci ricordano che opporsi all’ingiustizia è giusto e necessario, sempre.

CONTINUA A LEGGERE   (25 aprile 2017)