Il quartiere

 

14917099_675166042657671_1775181860231573866_oIl quartiere
San Lorenzo è il quartiere a più alta densità abitativa del II Municipio di Roma. Questo dato è taciuto e non viene preso in considerazione nell’organizzazione dei servizi di base (da quelli sanitari a quelli sociali, dalla raccolta dei rifiuti all’apertura e manutenzione delle aree verdi).
Su San Lorenzo insistono l’università e una vita notturna orientata al consumo (a pagamento):
cultura, turismo, ristorazione sono stati fagocitati dal business che soffoca il quartiere occupando ogni spazio occupabile, dalle botteghe ai cortili. Migliaia di persone, attratte dall’effimero e dal posticcio, ne attraversano le vie inconsapevoli e indifferenti, come se si trovassero in uno dei tanti supermercati anonimi del divertimento.
Anche le
trasformazioni urbanistiche in atto sono funzionali allo sfruttamento del territorio: si costruisce o si progetta di costruire in ogni vuoto, nei cortili (come in via dei Sardi), tra le case (come a via dei Liguri, a Scalo San Lorenzo), demolendo le tracce di un passato significativo (come nel caso delle fonderie Bastianelli), nelle aree verdi abbandonate (come a via dei Galli, e alla particella 26) e nelle aree di pregio come l’ex dogana, contesa tra il mercato dell’intrattenimento di massa e il settore alberghiero o lo studentato esclusivo (ma non meno invasivo in termini di posti letto).
Tutto ciò avviene senza alcuna progettualità, progettazione degli spazi e dei percorsi, di una viabilità sostenibile, senza alcuna idea di città né programmazione di servizi adeguati
. Le scuole sono soffocate dal traffico, i consultori e i presidi sanitari vengono chiusi, le aree verdi abbandonate, quelle pubbliche non utilizzate sottratte e imprigionate da palazzinari che godono di piena libertà d’azione.
Continueremo a studiare il quartiere, a seguire le vecchie vertenze (ex Dogana, via dei Piceni, particella 26, via dei Corsi…) e ad aprirne di nuove perché le soluzioni vanno cercate guardando alla complessità del tessuto urbano e sociale e non all’interesse dei singoli
.