A proposito del progetto di via dei Lucani

Nei mesi immediatamente precedenti la pandemia, La Libera Repubblica di San Lorenzo ha risposto con un suo progetto alla “Manifestazione di interesse per un Programma di Rigenerazione Urbana” bandita dal Comune di Roma, per l’area che si affaccia su via dei Lucani a San Lorenzo, lasciata in stato di abbandono dai proprietari per anni.
Senza capitali e proprietà, abbiamo posto all’amministrazione cittadina il punto di vista del quartiere, nato da un confronto fra urbanisti, architetti, spazi sociali, università, associazioni del territorio, artigiani, con tutta la comunità vasta e attiva che anima il quartiere. Abbiamo chiamato questo lavoro “Cantieri del possibile”.

La nostra proposta prevedeva la realizzazione di una vasta area verde ricca di funzioni e attrattiva, all’interno della quale potessero trovare spazio i servizi individuati: lo spazio polivalente destinato alle attività culturali, sportive e di svago, i laboratori artigianali, lo spazio sociale già presente nell’area e alcuni locali per le tante associazioni che animano il quartiere. Ci opponevamo con forza a qualunque soluzione che, parlando di riqualificazione, prevedesse solo case e sempre case, come da anni avviene nel quartiere massacrato dagli interessi finanziari e speculativi, che hanno sottratto spazi e privato gli abitanti di servizi e qualità urbana.

Per questo motivo abbiamo accolto positivamente la comunicazione della Sindaca Virginia Raggi del 13 marzo che annunciava lo stanziamento di oltre 20 milioni di euro per il nuovo progetto pubblico nell’area di via dei Lucani, che raccolga i bisogni di chi vive nel quartiere.
“Spazi verdi, giochi per bambini, orti urbani, percorsi pedonali, una struttura pubblica che ospiterà una piscina, un centro d’arte e mestieri, spazi culturali e tanto altro: questo sarà il nuovo volto di via dei Lucani” ha scritto la Sindaca.
Rivendichiamo che questo sia il risultato del lungo processo di partecipazione che ci ha visto impegnati e impegnate per più di un anno in discussioni fra di noi e con l’Amministrazione, che oggi riconosce anche il valore del nostro contributo. Noi continueremo a esserci in attesa dell’apertura dei “Cantieri del possibile”.

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