Mercoledì 28 novembre, ore 18: San Lorenzo non si arrende! – Atto II

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Dopo la grande assemblea dello scorso 9 novembre a Communia, la Libera Repubblica di San Lorenzo continua il confronto pubblico tra gli abitanti del quartiere e con le istituzioni, che sarebbero chiamate a risolvere i problemi e a valorizzare le potenzialità di questo pezzo di città.
La prossima tappa di questo confronto sarà mercoledì 18 alle ore 18.00, presso Il Grande Cocomero (via dei Marsi 77), per un nuovo momento di discussione sul futuro del quartiere. Un futuro che non vogliamo sia un destino già scritto, ma un progetto da disegnare insieme.
Dopo i drammatici fatti che ad ottobre hanno ferito San Lorenzo, e dopo la grande risposta popolare che il quartiere e la città hanno avuto la forza di mettere in campo, le istituzioni hanno finora saputo fornire risposte troppo parziali. In un solo evento, tre violenze si sono concentrate nel nostro territorio: la violenza maschile contro le donne, la violenza del narcotraffico, e la violenza generata dall’abbandono colpevole, da parte di proprietari privati di pezzi interi di città. A fronte di queste tre violenze strutturali, faticano ad arrivare proposte all’altezza.
Nelle ultime settimane, sempre più frequentemente viene ripetuta l’urgenza che sull’area di via dei Lucani venga avviato un processo di riqualificazione urbana. Che quel pezzo di quartiere non possa e non debba rimanere com’è, è del tutto evidente. Questa urgenza, però, risulta oggi quantomeno stridente se pronunciata dalle istituzioni e dai proprietari privati di quelle aree, che di quella situazione di drammatico abbandono sono da decenni i diretti responsabili.
L’urgenza della riqualificazione, però, porta oggi con sé due enormi rischi. Due rischi verso i quali è indispensabile, da subito, vigilare e schiararsi.
Il primo rischio è che la risposta contro il “degrado” sia la ruspa: una risposta evidentemente troppo facile, che rischia di sostituire un vuoto con un altro vuoto, una ferita nel tessuto urbano con un’altra ferita. Una risposta, soprattutto, che rischia di spazzare via con sé i rarissimi presidi di socialità, di cultura e di incontro che su quel territorio insistono e resistono. Le ruspe, a San Lorenzo, sono d’altronde le stesse che hanno sostituito le ex Fonderie Bastianelli con una enorme voragine, spaventosa e pericolosa, che ancora oggi sta lì impunemente a segnalarci i danni che l’iniziativa privata può produrre e, nel nostro quartiere, ha prodotto.
Il secondo rischio, più sottile ma forse più probabile, è che l’urgenza della riqualificazione si trasformi in una gigantesca occasione di speculazione edilizia. Non sarebbe una novità: quando un pezzo importante di tessuto urbano viene abbandonato a se stesso, infatti, non è mai un caso, ma un disegno preciso, una strategia per modificare per sempre il volto della città, per renderlo sempre meno accessibile a chi non ha le milionarie risorse economiche che servono per comprare uno dei mini-appartamenti di lusso che proliferano a San Lorenzo. È compito del quartiere fare in modo che la storia vada diversamente.
Via dei Lucani faceva parte, come è noto, di uno dei cosiddetti “ambiti di valorizzazione” del famoso Progetto Urbano San Lorenzo. Nonostante il lungo (e inutile) percorso di partecipazione che fu messo in campo, quel progetto non fu mai approvato. Oggi come allora, tuttavia, rimangono valide le istanza che la Libera Repubblica di San Lorenzo ne “La volontà di sapere”: che in quell’area, oltre a nuove residenze, fossero programmati anche nuovi spazi sociali e culturali, spazi pubblici attraversabili da tutti, un nuovo e ampio spazio verde per un quartiere che ne è storicamente mancante, e case che rispondessero a esigenze diverse dell’abitare anche tramite gli strumenti dell’edilizia popolare e dell’housing sociale. Nel frattempo, però, molte cose sono cambiate: proprio perché nessuna forma di programmazione e pianificazione pubblica è stata messa in campo, in quell’ambito molti proprietari privati hanno costruito palazzine, senza criterio e senza una visione di città, con il rischio che ciò abbia compromesso definitivamente la possibilità di una trasformazione virtuosa di quell’area.
Nonostante sembrino aver rinunciato da tempo al loro compito di pianificazione urbana, il ruolo delle istituzioni pubbliche, in quel preciso pezzo di città, può e deve essere importante. Sia perché, dall’altra parte della strada, nelle ex Dogane, proprio le istituzioni pubbliche stanno per dare avvio ad un altro enorme progetto di speculazione, la creazione di un mega-albergo da parte di una multinazionale olandese. Sia perché molti dei terreni abbandonati tra via dei Lucani e via degli Anamari sono effettivamente proprio di proprietà pubblica, e ciononostante versano in una situazione di degrado non migliore dei lotti privati.
Per combattere, insomma, i due rischi – quello della ruspa e quello della speculazione – è necessario che le istituzioni municipali e comunali, con la forza che finora purtroppo non hanno mai dimostrato, siano capaci di programmare e governare questo percorso di trasformazione urbana, dando valore ai processi di partecipazione popolare che a San Lorenzo sono forti, quotidiani, ma ai quali troppo spesso non si è dato sufficiente ascolto.

San Lorenzo non si arrende!

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