L’abbiamo rifatto, lo rifaremo sempre: San Lorenzo non dimentica!

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Durante la giornata di riappropriazione e riqualificazione dello scalo San Lorenzo – abbandonato nelle mani della speculazione immobiliare e del businnes dei grandi eventi culturali – abbiamo affisso per la seconda volta all’Ex-Dogana la targa in ricordo delle deportate e dei deportati nei campi di concentramento nazisti e dei ferrovieri antifascisti che nell’area ferroviaria tra Scalo e Tiburtina boicottarono la partenza dei convogli della morte. Questa targa, posta il 25 aprile 2017, era stata coperta, qualche mese fa, da una mano di pittura stesa per “pulire” i confini chiusi del grande supermercato dell’immateriale, un’area pubblica enorme ceduta a privati per trasformarla nel cuore della movida e dello showbusiunnes cittadini.
San Lorenzo ricorda cos’è stata la Dogana, ricorda chi erano Michele Bolgia e i suoi colleghi ferrovieri, ricorda e non si arrende di fronte ai tentativi di trasformare il quartiere in un villaggio di B&B, sale scommesse e locali tutti uguali, un quartiere affollato da nuove residenze temporanee (miniappartamenti e ora anche il progettato mega “Student Hotel” per ricchi studenti, ricchi professionisti, e turisti). San Lorenzo, come ogni quaritere, come ogni città, non è un contenitore vuoto ma un luogo di vita, di lavoro, di relazioni sociali e di produzione culturale. Per questo rifiutiamo i disegni di chi vuole ridurre tutto a merce acquistabile: gli spazi, i tempi, il gioco, l’arte e la cultura.
Per questo oggi, con Communia, abbiamo voluto ribadire che il degrado da marciapiede (lo sporco che pure è sporco) è solo l’aspetto più appariscente del processo più profondo che lo alimenta: il vero degrado è la speculazione.

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