Roma non vende e torna in piazza!

ROMA NON SI VENDE E TORNA IN PIAZZA!

Marino e Tronca ci hanno raccontato che l’unica via d’uscita possibile dalla crisi morale e economica di Roma è vendere la città: privatizzare i servizi pubblici, il trasporto urbano, gli asili comunali, l’acqua pubblica; e ancora, svendere il patrimonio comunale e metterlo a profitto, sgomberare le associazioni e le esperienze di autogestione che sui territori costruiscono servizi, cultura, sport e solidarietà (a San Lorenzo succede a Esc, al Grande Cocomero, alla Palestra Popolare).

cocomero 1

Allo stesso tempo Tronca lascia mano libera ai palazzinari e alla speculazione edilizia e commerciale. Una speculazione feroce che sta distruggendo il nostro quartiere, affogandolo nel cemento, sottraendo all’uso collettivo intere aree (come la ex Dogana dello Scalo), mettendo a profitto ogni metro quadro, demolendo senza restituire niente in cambio, anzi, erodendo i pochi spazi di verde pubblico (ad esempio il Parco dei Galli e la Particella 26). Questo è il vero degrado a cui si oppongono i comitati e i cittadini del quartiere!

Ci hanno raccontato che il debito pubblico cittadino è cresciuto in modo abnorme per gli sprechi e la spesa insostenibile per i servizi, quindi bisogna tagliare: il pubblico non funziona e costa, produce corruzione e spreco, quindi bisogna privatizzare, privatizzare e pagare. L’amministrazione non deve più governare la città, pensare al bene comune ma colmare il buco di bilancio. A questo serve il DUP di Tronca.

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Ci hanno raccontato questa storia, ma noi non la beviamo! Sappiamo bene che non è la spesa per i servizi a gravare sul bilancio ma gli interessi che paghiamo alle banche; sappiamo bene come la speculazione distrugge il tessuto sociale, produce impoverimento e abbassa la qualità della vita di tutti. Sappiamo bene, ce lo ricorda la Metro C, che corruzione e speculazione vanno a braccetto. Sappiamo bene che gli spazi sociali non sono un costo da tagliare ma una risorsa per chi Roma la vive e la abita.

E sappiamo bene, soprattutto, quanto l’attivazione dal basso dei cittadini, dei comitati, delle associazioni, degli spazi autogestiti sia l’unico strumento di tutela del territorio e di democrazia reale. Molteplici sono le realtà e le persone attive sul nostro territorio, che hanno saputo costruire e difendere il quartiere solidale.

pal pop

È da qui che la città può ripartire per aprire un percorso di condivisione e discussione pubblica, per riappropriarci della decisione sul futuro della nostra città e del nostro quartiere, per costruire proposte sulla città e sul quartiere in grado di sfidare chi si candida a governare Roma e riaprire spazi di reale contrattazione.

SABATO 9 APRILE 2016

h 15.30 da Piazza dell’Immacolata: GIRO A TAPPE NEL QUARTIERE

h 18.00 a Piazza dell’Immacolata: ASSEMBLEA DI QUARTIERE in risposta a chi vorrebbe toglierci la fiducia nella partecipazione

 

DECIDE ROMA, DECIDE LA CITTÀ!

 

ROMA NON SI VENDE

DECIDE ROMA.

DECIDE LA CITTÀ!

 

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